Il profumo del limone

Il sole penetra  dalle foglie di un limome altissimo, un venticello si alza tiepido,  il profumo e’ inebriante, indimenticabile . Un gruppo di bambini gioca, corre, ride, schiamazza… vive.

Dentro la piccola cucina, un profumo di sugo della domenica, quello vero, quello messo sul  fuoco lento per ore e ore. Si alzava all’alba e se non era la prima cosa che preparava era forse la seconda, dopo il caffe’.

Noi li non siamo autorizzati ad entrare – e’ pericoloso avvicinarsi ai fornelli.

I grandi sono divisi. Un po dovunque. Alcuni seduti in sala a chiacchierare, altri in giardino sedutI formando un cerchio con le sedie che fumano e si raccontano vicende quotidiane. Poi c’e l’angolo maschile: mio padre che parla con I miei zii delle attivita’ di famiglia e di calcio, passando da un argomento all’altro come fossero parte di un unico discorso. Sorridono, si dicono parolacce, litigano, discutono, ridono di nuovo, si prendono in giro. 

Riesco a vedere questa immagina cosi nitida, come se la stessi guardando in questo momento  da un angolo di quello stesso giardino. Vedo mia sorella farmi un cenno con la testa per dirmi di seguirla in bagno. Vedo me e lei salire con i piedi sulla vasca per prendere la scatola di latta – che una volta aveva custodito biscotti al burro –  dove le mie zie tenevano il loro make up.

Ci truccavamo, ma non vistosamente, sperando che loro non se ne accorgessero – eppure lo facevano, sempre!

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Penso a quella sensazione. sentendomi cosi fortunata per aver avuto la possibilitia di vivere un’infanzia cosi serena, cosi coccolata sia dai miei genitori che dai miei zii, cosi grata di aver fatto parte di una famiglia unica nel suo genere. Ora tutto e’ cambiato: mio padre ha raggiunto I suoi tanto amati fratelli, strappati dalla vita troppo presto, facendo traballare un po gli equilibri di tutta la famiglia.

Eppure Li immagino felici,  insieme, in un angolo a fumare e a chiacchierare, accesamente, come amavano tanto fare.

Noi siamo adulti e adesso siamo autorizzati ad entrare in cucina, senza sentire addosso quella protezione che senti quando qualcuno si sta prendendo cura di te.

Ora sono adulta ma non voglio  togliermi di dosso lo sguardo vegliante di una  nonna che usciva di buon’ora  per assicurarsi pane fresco e mortadella appena affettata.

Chissa perche il modo che hanno le nonne di dimostrarti l’affetto e’ sempre correlato al cibo che preparano per te!

Ora sono adulta ma non voglio lasciare andare il sole che era dentro e fuori di me. Ora sono adulta ma non voglio lasciare andare il profumo del limone che ha accompagnato tutta la mia infanzia, che ha vegliato su una famiglia felice, che ci ha coccolati e protetti dal sole regalando del fresco nei giorni di caldo eccessivo.

Ora sono adulta e voglio ritrovare il mio limone…la protezione, la serenita’,  il profumo che resta per sempre, nella memoria dei ricordi, quella indelebile. 

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